Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Psicologia

martedì 31 marzo

Carissime/i,

innanzi tutto spero che la diffusione del virus non abbia toccato voi direttamente e le persone che vi sono care. Se ciò purtroppo fosse accaduto, vi esprimo la vicinanza della comunità universitaria, che vi ha sempre a cuore nelle vicende della vita e nei vostri affetti.

Non ci sono particolari notizie che debba comunicarvi ma mi fa piacere comunque segnalarvi l’attenzione nei vostri confronti al di là di disposizioni e procedure, le più recenti delle quali non sto a richiamare in quanto a voi già note per altra via.

Siamo ormai entrati in un regime di “anomala normalità”, con i corsi che si sono assestati nei format ritenuti più adeguati, la sperimentazione della formula delle tele-sessioni di laurea, le modalità di interazione con i docenti che si sono consolidate. In breve, mi pare che siamo attrezzati per proseguire ancora per altre settimane, se fosse necessario, nel lavoro a distanza garantendone la produttività. Anche per i dispositivi didattici ad alto tasso di esperienzialità abbiamo identificato come mantenerne la portata formativa nel caso non si potessero ancora tenere incontri in presenza.

Per voi studenti, ora che manca una stabile scansione dall’esterno di tempi e compiti, immagino che la sfida sia soprattutto di sapervi auto-regolare così da elaborare piani per le vostre giornate che vi permettano di mantenere gli impegni di studio e di coltivare attenzioni per ciò che magari tendevate a trascurare. Al riguardo mi è tornato in mente un romanzo letto un paio di estati fa: “Un gentiluomo a Mosca”. E’ la storia, inventata, del Conte Rostov al quale, all’instaurarsi del regime sovietico, viene imposto un soggiorno coatto nell’hotel in cui teneva la propria suite (che dovrà ben presto sostuituire con uno sgabuzzino in solaio, mettendosi a lavorare come cameriere). Non uscirà mai più dall’hotel (se non in età avanzata), riuscendo tuttavia a trascorrere felicemente la propria vita in quel solo luogo. Questo l’approccio che adottò: "Avendo riconosciuto che un uomo deve saper governare le proprie circostanze altrimenti sarebbero le circostanze a governarlo, il Conte pensò quale fosse il modo più probabile per raggiungere tale scopo quando si era condannati a una vita di reclusione. Per il conte di Montecristo erano stati i pensieri di vendetta a mantenerlo lucido. Per Cervantes, fatto schiavo dai pirati in Algeria, era stata la promessa delle pagine del Don Chisciotte non ancora scritte a spronarlo a continuare. Per Napoleone all’isola d’Elba erano state le visioni di un ritorno trionfale a Parigi a galvanizzare la sua volontà nel perseverare. Il Conte, però, non era portato alla vendetta; non aveva l’immaginazione per le imprese epiche; di sicuro non aveva un ego che lo inducesse a sognare nuovi imperi. Il suo modello per governare le circostanze sarebbe stato un prigioniero di tutt’altro genere. Come un Robinson Crusoe, il Conte avrebbe mantenuto la propria determinazione dedicandosi appieno alla questione della praticabilità. Lasciati perdere i sogni di essere salvati in tempo breve, i Crusoe di questo mondo cercano un rifugio e una fonte di acqua dolce; imparano ad accendere il fuoco con la selce; studiano la topografia dell’isola, il suo clima, la flora e la fauna, tenendo però sempre l’occhio allenato a scorgere impronte sulla sabbia e una vela all’orizzonte”.

Il nostro periodo di “reclusione" è decisamente più corto e meno drammatico di quelli richiamati in questo passo, ma il criterio della praticabilità, che nel romanzo rende il Conte un buon modello di resilienza e di capacità di volgere le avversità in opportunità, può essere di ispirazione. Certamente avrete trovato il modo per rendere interessante il tempo che trascorrete nelle vostre dimore (che, grazie alla tecnologia, si aprono virtualmente a luoghi e comunità più ampie) e avrete avuto varie idee su come metterlo a frutto, sviluppando nuove sensibilità e imparando cose nuove. Su questo fronte abbiamo cercato di rimanere in contatto con voi e darvi qualche timido spunto attraverso il gruppo Facebook “Coronavirus e quarantena: Cresciamo insieme”. Ma certamente molti di voi hanno trovato la propria strada per esplorare l’esperienza del momento presente e l’augurio è che questo periodo - che comporta limitazioni, rinunce, fatiche, e per qualcuno purtroppo anche dolori - ci permetta di diventare migliori. Alcuni di voi si stanno magari anche dedicando a iniziative a beneficio di altri. In proposito, per chi volesse impegnarsi su questo fronte,  allego i suggerimenti di un docente dell’Ateneo che tiene corsi anche nella nostra Facoltà (Rendersi utili in tempi di Corona virus). Se poi qualcuno avesse qualche storia di volontariato particolare da raccontare, la può segnalare direttamente all’Ufficio Comunicazione dell’Università scrivendo a emanuela.gazzotti@unicatt.it.

Leggiamo le impronte che che il tempo presente semina sulle nostre vie e guardiamo all’orizzonte. In attesa delle vele, un caro saluto

Alessandro Antonietti

 


venerdì 13 marzo

Cari studenti, Care studentesse,
abbiamo capito che ciò che inizialmente si prefigurava come una momentanea sospensione dell’attività in presenza sarà invece una situazione che ci accompagnerà almeno sino a Pasqua. Vi volevo quindi aggiornare su ciò che la Facoltà ha predisposto per questo periodo.

Come penso abbiate visto, i corsi previsti nel secondo semestre vi stanno proponendo un coinvolgimento in diverse forme:

  • videolezioni: forse vi può sembrare disagevole la scomposizione di una lezione in brevi filmati, ma ciò è necessario per facilitare la realizzazione e il caricamento e scaricamento sulla/dalla piattaforma;
  • lezioni in streaming (o webinar) (ossia con la possibilità che lo studente le segua da casa nel momento in cui vengono tenute), che vengono videoregistrate per essere rese disponibili successivamente a chi, per varie ragioni, non le ha potute seguire “live”.
  • slides con accompagnamento audio (incorporato nelle slides o reso disponibile su file audio a parte). Anche in questo caso si è suggerito ai docenti, per i medesimi motivi di cui sopra, la realizzazione di più files piccoli;
  • materiali di lavoro (testi, video, link a siti internet ecc.) accompagnati da una guida al loro utilizzo che specifichi il tipo di lavoro che lo studente deve compiere su tale e che indichi ciò che deve essere acquisito al termine del lavoro;
  • situazioni di interazione con lo studente/i. Ciò può avvenire attivando forum, chat, conversazioni in remoto ecc.

Per i corsi di Metodi e Tecniche, i Moduli Specialistici con Laboratorio delle lauree magistrale e le esercitazioni – inizialmente tenuti in stand-by pensando che la sospensione sarebbe stata solo di una-due settimane (recuperabili nel corso del semestre) – sono ora attive (o si stanno per attivare) forme di didattica a distanza che, per quanto di necessità imperfettamente corrispondenti a ciò che si può fare in presenza, cercheranno di condurvi a raggiungere agli stessi obiettivi di apprendimento.

La scelta della Facoltà è stata quella di considerare un ventaglio di possibilità per avviare i corsi nell’impossibilità di tenere le lezioni in presenza. Videolezioni e lezioni in streaming – verso le quali altri sedi universitarie si sono massicciamente orientate (ma da capire quanto efficacemente praticate: attenti a non cadere vittima dell’effetto “L’erba del vicino è sempre più bella della mia”) – sono delle possibilità, ma non le uniche. Esse sono quelle che si avvicinano maggiormente alla tradizionale lezione in aula, ma presentano comunque delle limitazioni (p. es. assente o ridotta possibilità per lo studente di interagire) e sono soggette, come riferiscono coloro che altrove stanno seguendo video-corsi, a interruzione del collegamento, scarsa qualità dell’audio o del video ecc. Per questo altre strade, sebbene a minor impatto mediatico, potrebbero risultare più funzionali. Per esempio un forum, anche se non supportato dalla comunicazione audio e video, dà agli studenti la possibilità di reagire a ciò che viene proposto. A ogni docente è stato chiesto di individuare le forme di lavoro che ritiene più funzionali in base al tipo di contenuti che deve trasmettere e alla metodologia che vuole seguire. Ogni coordinatore sta monitorando come l’attività è complessivamente impostata nel proprio corso di studi e saprà individuare dei correttivi, se necessari. In base agli elementi di cui sono a conoscenza mi pare che i docenti della Facoltà si stiano impegnando a ragionare su ciò che è meglio fare (sarebbe stato più semplice riconvertirci tutti in maniera indiscriminata alle videolezioni) e attrezzarsi di conseguenza. Ciò non toglie che si possano evidenziare delle criticità e che è bene segnalarle. Grazie a queste segnalazioni possiamo capire come rispondere meglio alle richieste del momento.

Nel quadro di un’inevitabile perfettibilità di quanto si sta facendo, occorre considerare che a tutti è richiesto un cambiamento di prospettiva. Tenere una lezione davanti a un monitor cercando di compattare il più possibile il discorso non è per un docente la stessa cosa che parlare in un’aula reale, e così commentare delle slides al di fuori di un’effettiva relazione con l’interlocutore. Se un cambiamento di prospettiva è richiesto all’insegnante, è richiesto anche a voi per adeguarvi a queste nuove forme comunicative e quindi non potete chiedere a questi strumenti ciò che vi attendevate da una lezione tradizionale. Per questo vi invito a individuare le modalità di studio che sono ora più adeguate, che potrebbero essere diverse da quelle alle quali eravate abituati. Non sottovalutate inoltre le potenzialità di un lavoro basato sui testi che, presentati in maniera focalizzata, possono esercitare capacità di analisi e di rielaborazione. Non che si voglia fare a tutti i costi di necessità virtù, però tenete presente le opportunità che il momento presente mette a disposizione e non rifuggite da fatiche e cambi di habitus mentale che possono avere un ruolo formativo. Stiamo tutti imparando.

Per Gruppi di Apprendimento (GA), EPG ed EP  si è verificato che, riducendo il numero degli incontri e aumentando la loro durata, esse si potranno svolgere completamente dopo Pasqua, così da non rinunciare ai benefici della presenza. Se anche dopo Pasqua non si potessero tenere incontri in presenza, si stanno già studiando forme alternative di attività a distanza.

Per gli esami, l’augurio è che si possano regolarmente tenere in presenza nella prossima sessione estiva. Se ciò non fosse possibile, si sono già prefigurate delle modalità alternative che ne assicureranno comunque lo svolgimento.

Per le sedute di tesi di laurea ci si sta attrezzando per tenerle, nelle date stabilite di marzo ed aprile (che vengono confermate), in modalità telematica con la presenza fisica in sede dei commissari. E’ stato prorogato il termine per la consegna della domanda di tesi (che ora può avvenire senza che lo studente si rechi fisicamente in segreteria) e prorogato il termine di consegna dell’elaborato a relatore/correlatore. Anche per le tesi delle lauree magistrali l’elaborato sarà consegnato in formato digitale. Per coloro che si laureano in modalità telematica, in estate o a settembre verrò organizzato un Graduation Day in presenza, al quale possano prendere parte anche amici e parenti.
Per le tesi in corso i relatori sono consapevoli delle limitazioni attuali (non poter raccogliere dati, non potersi recare in enti esterni, non poter andare in biblioteca a prendere libri in prestito ecc.) e quindi non vi richiederanno l’impossibile. Se necessario, i progetti di tesi saranno ricalibrati in maniera realistica e anche in sede di valutazione si terrà conto di tutto ciò.

Per quanto concerne la mobilità internazionale (in entrata e in uscita), ci sono già soluzioni predisposte sia per chi vuole rientrare nel proprio Paese sia per chi non può recarsi all’estero.

Vi lascio con i versi di una poesia di Fernando Pessoa:
“Di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando;
la certezza che abbiamo bisogno di continuare;
la certezza che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione, un nuovo cammino;
della caduta, un passo di danza;
della paura, una scala;
del sogno, un ponte;
del bisogno, un incontro.”

Buon lavoro
Alessandro Antonietti


giovedì 5 marzo

Care Studentesse, Cari Studenti,

Vi trasmetto un nuovo aggiornamento alla luce dei recenti provvedimenti che impongono un’ulteriore settimana di sospensione della didattica. Sulla base di quanto indicato dal Magnifico Rettore, sono a condividere la seguente linea di azione.

Didattica online
Procediamo, come da indicazione dell’Ateneo, con l’adozione della didattica a distanza online sino al 15 marzo, o comunque sino alla ripresa delle lezioni in aula. I docenti della Facoltà si sono già dalla scorsa settimana attivati per proporvi l’avvio dei corsi attraverso attività da svolgere a casa in diversa forma. Resta valido l’invito a fare riferimento alla piattaforma Blackboard, o in alternativa (se il docente non impiega questa piattaforma) la Pagina Personale Docente sul sito dell’Ateneo, per ricevere materiali e indicazioni di lavoro.

Ricevimento studenti
Potete contattare i docenti e con loro concordare la modalità di comunicazione.

Esami e tesi
Per quanto attiene esami e lauree, non abbiamo scadenze a breve termine. L’Ateneo si sta preparando a gestire questi momenti in forme alternative a quelle tradizionali se si rendessero necessarie, assicurando a tutti la possibilità di sostenere gli esami e nelle sessioni previste e di laurearsi nei tempi previsti.

Cordialmente,
Il Preside


mercoledì 4 marzo

Cari Studenti e Studentesse,

le disposizioni nazionali e regionali, recepite dall’Ateneo, per il contenimento della diffusione del coronavirus impongono la sospensione delle lezioni anche per la seconda settimana del secondo semestre. Sul sito dell’Ateneo potete consultare gli aggiornamenti ufficiali su questo versante. Nel frattempo, ai docenti della Facoltà sembra importante che gli studenti vengano ingaggiati nell'attività universitaria e per questo stanno mettendo a punto dei modi “a distanza” per iniziare da questa settimana i corsi.

Forme di didattica alternativa a quella in presenza che vi possono essere proposte sono:

  • messa a disposizione di testi, slide, video, rimandi a siti o altro materiale con l’indicazione del lavoro da  compiere;
  • messa a disposizione di slide e file audio di commento (le cosiddette slide “speakerate”);
  • messa a disposizione di videoregistrazioni di lezioni;
  • attivazione di chat, forum, dibattiti.

Quanto sopra prospettato è già parte del corso e vi invito ad impegnarvi al riguardo.

Vi suggerisco quindi:

  • di consultare sul sito dell’Ateneo la sezione Avvisi della pagina docente relativa agli insegnamenti che dovete seguire nel secondo semestre nella quale potrete trovare la descrizione di ciò che i vostri professori vi propongono per questa settimana;
  • di iscrivervi (laddove disponibile) su Blackboard ai corsi che dovete seguire nel secondo semestre, cosicché possiate trovare le istruzioni e i materiali relativi al lavoro propostovi per questa settimana.

L’Ateneo sta comunque considerando soluzioni tecnologiche e supporto agli utenti per potenziare la didattica a distanza.
Voglio rassicurarvi che il semestre non andrà perso. Esami, discussione delle tesi e proclamazioni al termine del corso di studi si svolgeranno nei tempi previsti. L’Ateneo si sta prendendo cura di tutta la comunità accademica e sta studiando soluzioni per i diversi scenari che si potrebbero profilare e i colleghi della Facoltà con disponibilità e flessibilità cercheranno di venire incontro alle esigenze che si manifesteranno.

Nel contempo vi stimolo a riprendere il vostro impegno sul fronte universitario: anche se le lezioni sono sospese, del lavoro da fare c’è. Penso che per la maggior parte dei corsi si può partire e dedicarsi già da ora ad attività di studio ed elaborazione dei contenuti utili allo svolgimento del programma.

Da ultimo, un invito a cogliere il difficile e incerto momento presente come un’opportunità: la situazione in cui ci troviamo è nuova e anomala, ma possiamo scoprire e imparare cose nuove. Tra queste, cimentarsi - vale per studenti e docenti - con forme alterative di apprendimento, un’esperienza che magari inizialmente desterà perplessità e non sarà efficientissima, ma che potrebbe essere in futuro utile per altri scopi.

Con fiducia iniziamo il secondo semestre di questo anno accademico. Buon lavoro a tutti.

Alessandro Antonietti