Università Cattolica del Sacro Cuore

Un “ombelico del mondo” per l’Aula Gemelli dell’Università Cattolica

Milano 04 maggio 2017

Martedì 9 maggio nell’aula Gemelli dell’ateneo verrà inaugurata l’opera permanente “Omphalos, su di te poserò il mio sguardo” dell’artista Francesco Arecco

L’aula Gemelli dell’Università Cattolica, intitolata al suo fondatore, ospiterà l’opera permanente “Omphalos, su di te poserò il mio sguardo” dell’artista Francesco Arecco, che verrà posizionata a fianco della lavagna, un punto di riposo per lo sguardo degli studenti a lezione.
    
Martedì 9 maggio alle 17.30 nell’aula Gemelli (largo Gemelli, 1 a Milano) all’inaugurazione saranno presenti, oltre all’autore, Elena Di Raddo e Kevin McManus, docenti di Storia dell’arte contemporanea dell’Ateneo.

L’opera costituirà il punto fermo per una riflessione e il punto di avvio di nuovi pensieri. Un “Omphalos”, in linea con gli antichi ombelichi del mondo (si pensi a Delfi), i Menhir e il centro degli edifici ecclesiastici, che pone l’accento sulla centralità dell’istruzione e del confronto universitario.

Scriveva Michele Tavola, nel 2013, a proposito del primo “Omphalos” realizzato da Francesco Arecco, che gli valse il Premio Rigamonti, entro il Premio Artivisive S. Fedele:
La ricerca di Arecco, negli ultimi anni, ha dimostrato notevole rigore e ha saputo riflettere, con costanza, su alcuni concetti che gravitano intorno al tema del Sacro e, più in generale, al senso della vita dell’uomo.
Il titolo e le forme dell’opera rimandano esplicitamente all’Omphalos di Delfi, l’antica pietra scolpita, dal grande valore simbolico, che si trovava nel Tempio di Apollo e che rivendicava quel luogo come l’ombelico del mondo. Ma, rispetto al modello, fonte di ispirazione dichiarata, questa scultura non è un semplice omaggio e presenta sue peculiarità formali e di senso. Innanzitutto cambia il materiale: invece della pietra il legno, organico, caldo e flessibile. Più adatto per un organismo che sembra in procinto di dischiudersi, di generare qualcosa e, in ogni caso, certo di non voler rimanere rigidamente chiuso in se stesso. Di conseguenza cambia anche il suo significato. Più che un approdo, come di fatto era l’Omphalos delfico, la creazione di Arecco appare piuttosto come un punto di partenza, nascita di qualcosa che certamente non ha ancora trovato la sua dimora: emblema dell’uomo moderno, in continua ricerca e teso verso una dimensione che trascenda quella del quotidiano, dell’oggi, del qui e ora, ma non ancora giunto a trovarla né a comprenderla.

L’ingresso all’inaugurazione è libero e l’opera sarà poi visitabile al di fuori degli orari di lezione.

Referente: Emanuela Gazzotti (emanuela.gazzotti@unicatt.it)