Università Cattolica del Sacro Cuore

Scalone d’onore, Sala dello Zodiaco, Aula Pio XI


Viam sapientiae monstrabo tibi / ducam te per semitas aequitatis.
Ti indico la via della sapienza; ti guido per i sentieri della rettitudine.

Proverbi 4,11


Questi tre ambienti si trovano in successione nell’edificio che si affaccia sul Cortile d’onore. Costruiti tra il 1624 e il 1685, sono frutto di una ristrutturazione in senso monumentale dell’ingresso principale al monastero con una funzione di raccordo tra la fruizione monastica e quella pubblica, rappresentata dalla biblioteca, che era collocata nell’attuale Aula Pio XI e che fu aperta alla cittadinanza nel 1783.

Malgrado i danni subiti nel bombardamento aereo del 1943, il complesso costituito dallo Scalone e dall’Atrio al primo piano è ancora ben visibile. È possibile identificare, tramite fotografie storiche precedenti e successive al bombardamento, le aree ricostruite a seguito dei crolli: la volta dello Scalone, che era affrescata con Storie di Sant’Ambrogio, le pareti superiori di Scalone e Atrio, il solaio dell’Atrio con le volte sottostanti.

Scalone d’onore
Lo Scalone, che fa da collegamento tra l’Atrio d’onore e il primo piano, dà accesso alla Sala dello Zodiaco. Percorrendolo si possono osservare la lapide di fondazione del monastero che reca l’effige di Ludovico il Moro, la statua dell’Immacolata, la statua di San Bernardo e due portali datati 1683. Gli elementi scultorei presenti appaiono subordinati alla struttura architettonica.

All’inizio delle due rampe principali c’è la lapide, datata 1498, che celebra la fondazione del nuovo monastero cistercense. La lapide, con il ritratto di Ludovico il Moro, era in origine posta “in capo al refettorio” ossia nei pressi dell’ingresso dell’attuale Aula Magna (fig. 33). Lo spostamento in questo luogo della lapide sforzesca è assai significativo: si trattava di storicizzare e legittimare la presenza dei religiosi nel monastero, di riconoscere quindi le proprie radici storiche.

Sul pianerottolo tra le due rampe principali e su quello terminale sono collocate due statue in stucco su grandi basamenti marmorei policromi: la prima è un’Immacolata (fig. 34), considerata di pieno Settecento, che costituisce una presa di posizione teologica. La seconda è un San Bernardo, attribuito a Giuseppe Rusnati e databile a fine Seicento. L’immagine di San Bernardo presenta ai piedi un Angelo con la mitria episcopale in mano, relativa al rifiuto del santo per la carica vescovile e allusiva anche al contestato diritto dell’abate santambrosiano di utilizzare in basilica i paramenti episcopali. Il santo tiene in mano un libro con una scritta il cui significato prova l’originalità della collocazione della statua rivelandosi ben in sintonia con le frasi incise nelle lapidi dei portali. (fig. 35) Al termine dello Scalone due grandi portali marmorei, datati 1983, introducono alla Sala dello Zodiaco.

Sala dello Zodiaco
Si trova al primo piano dell’edificio e si presenta come un monumentale disimpegno, un atrio, posto tra l’Aula Pio XI e i corridoi delle vecchie celle del monastero, le attuali aule Cardinal Ferrari e Leone XIII.
Deve il suo nome al fatto che era attraversata diagonalmente dallo Zodiaco ovvero da una meridiana solare a pavimento, a testimonianza della quale rimane solo una lapide in marmo di Candoglia con l’immagine del Capricorno e la data 1756. Su un lato una grande finestra a serliana si affaccia verso Sant’Ambrogio e l’attuale caserma Garibaldi della Polizia di Stato, che sorge al posto della trecentesca chiesa di San Francesco Grande. Alle due estremità della sala vi sono due coppie di portali, una prima coppia sul lato dello scalone monumentale, la seconda che fa da accesso all’Aula Pio XI (fig. 36). Nella prima coppia di portali, inseriti nei timpani spezzati, si trovano i busti di due celebri padri cistercensi, San Roberto di Molesme e Santo Stefano Harding.
Sul lato opposto, nei portali all’ingresso dell’Aula Pio XI, ci sono i busti di San Bernardo e di Sant’Ambrogio. Le iscrizioni sui portali, che alludono ad un percorso di sapienza e pace, sono destinate a trasmettere l’idea che la Biblioteca sia luogo di una conoscenza che trascende la dimensione intellettuale per assurgere a scienza di Dio. Luogo che era destinato non solo ai monaci, ma all’intera città, come testimonia la disposizione degli ambienti che dava accesso ai religiosi verso le celle che si trovavano al primo piano, e al mondo esterno, attraverso lo Scalone che collegava la Biblioteca alla Sala dello Zodiaco.

Completano la struttura e le decorazioni scultoree sei-settecentesche di questa sala, due opere moderne: la scultura di Pio XI di Giannino Castiglioni del 1939 e il busto del cardinal Ildefonso Schuster di Francesco Messina del 1941-42. La statua di Pio XI venne realizzata pochi mesi dopo la morte del pontefice e lo rappresenta come un maestro che siede alla sua cattedra. È un monumento di tono quotidiano ben inserito in questo spazio, che si rivela interessante anche per l’inusuale materiale di cui è composto cioè marmo nero e lega Zantal. Si presenta diversamente il busto di Schuster eseguito da Messina, realizzato in candido marmo, con la figura dell’arcivescovo che risulta esile e in qualche modo allungata dai paramenti, presentando una verticalità che ne accentua la vocazione spirituale.

Aula Pio XI
Vi si accede dalla Sala dello Zodiaco. Questo spazio, oggi una delle più importanti sale di rappresentanza dell’Ateneo (fig. 37) e luogo in cui tradizionalmente venivano proclamate le lauree, era occupato alla fine del XVII secolo dalla biblioteca del monastero che, come detto, era aperta anche alla cittadinanza. Di quest’Aula si è completamente perduto l’originario impianto decorativo e di arredo, rimane solo una testimonianza fotografica novecentesca a mostrare come era affrescata la volta. La decorazione dell’Aula è oggi affidata a due opere molto diverse. Un grande crocifisso dell’inizio del XIX secolo spostato qui nel 1922 dall’Aula Magna della vecchia sede dell’Università di via Sant’Agnese e che si pensa facesse parte, prima, dell’arredo liturgico della Cappella. Un ritratto monumentale di Pio XI realizzato da Carlo Prada nel 1922 in cui il pontefice è rappresentato nei giardini dei Palazzi Vaticani. Il legame tra l’Università e la Chiesa, e gli stretti rapporti intercorsi fra Padre Gemelli e Pio XI quando era ancora semplicemente Achille Ratti, arcivescovo di Milano, spiegano la dedica di quest’Aula, la presenza del ritratto e la scultura che decora l’antistante Sala dello Zodiaco.

Curiosità

C’è nella Sala della Zodiaco un lavamani di marmo della fine del XVII secolo, elemento in cui si può leggere,oltre che una necessità fisica, anche la valenza simbolica di momento di purificazione necessario per essere degni della sapienza rappresentata dalla biblioteca (l’attuale Aula Pio XI).


Approfondimento

Le iscrizioni sui portali:

  • OCCUPABIT SALUS MUROS TUOS / ET PORTAS TUAS LAUDATIO ISA.S
    60 / ANNO DOMINI MDCXXXVIII
  • TU CHIAMERAI SALVEZZA LE TUE MURA E GLORIA LE TUE PORTE
    ISAIA 60,18
  • IN LAETITIA EGREDIEMINI / ET IN PACE DEDUCEMINI
    ISA 55 / ANNO DOMINI MDCLXXXV
  • VOI DUNQUE PARTIRETE CON GIOIA, SARETE CONDOTTI IN PACE
    ISAIA 55,12
  • VIAM SAPIENTIAE MONSTRABO TIBI / DUCAM TE PER SEMITAS AEQUITATIS / ANNO DOMINI MDCLXXXIV
  • TI INDICO LA VIA DELLA SAPIENZA; TI GUIDO PER I SENTIERI DELLA RETTITUDINE
    PROVERBI 4,11

Tra i soggetti delle sculture sui portali compaiono dei padri cistercensi a ricordare che questo luogo, prima di diventare sede dell’Università, è stato dal 1487 un monastero cistercense. L’ordine cistercense nacque, verso la fine dell’XI secolo, dal distacco dall’ordine cluniacense di una corrente rigorista. L’iniziatore fu proprio Roberto di Molesme (1024 circa-1111), che nel 1098 fondò a Citeaux (Cistercium) un nuovo monastero dove furono ristabiliti gli antichi precetti. Ma la diffusione dell’ordine in Europa cominciò con Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), entrato nell’ordine nel 1112 proprio nel monastero di Cîteaux e fondatore della celebre abbazia di Chiaravalle (Clairvaux) nel 1115. Stefano Harding (1059-1134) fu un monaco inglese, cofondatore dell’ordine cistercense.


 


English version


Grand Staircase, Zodiac Hall, Pious XI Hall


Viam sapientiae monstrabo tibi / ducam te per semitas aequitatis.
I have taught you the way of wisdom; i have led you in the paths of uprightness.

Proverbs 4,11


These three rooms are arranged in a sequence inside the building opening onto the Cour d’honneur. Built between 1624 and 1685, they are the product of a monumental renovation of the main entrance to the Monastery.

They were also a link between monastic and public fruition, represented by the Library, which was situated in the today’s Pious XI Hall and opened to the public in 1783.

Despite the damage suffered in the aerial bombardment in 1943, the complex composed of staircase and entrance hall is still clearly visible on the first floor.

Through historical photographs preceding and following the bombing, it is possible to identify the areas rebuilt after their collapse: the Staircase vault, once frescoed with St. Ambrogio’s Stories, the upper walls of both staircase and entrance Hall, as well as the entrance Hall attic with its underlying vaults.

Grand Staircase

The Staircase, connecting the Cour d’honneur to the first floor, takes into the Zodiac Hall. Going up the stairs, there is a plaque with the effigy of Ludovico Il Moro, commemorating the foundation of the Monastery, the statue of Mary Immaculate, the statue of St. Bernard and two 1683 portals. The present sculptural elements look subordinated to the architectonical structure.

At the beginning of the two main flights, there is the commemorative stone, dated 1498, celebrating the foundation of the new Cistercian monastery. The stone, with the image of Ludovico Il Moro, was originally located “at the head of the Refectory”, hence near the present entrance to the Aula Magna (fig 33). The change of position of the Sforza stone is particularly relevant: it was a way to historicize and legitimate the presence of the monks inside the monastery, and therefore to acknowledge their historical roots.

Two stucco statues have been placed on large marble polychrome pedestals on the landing between the two main flights and on the last landing. The first statue is an 18th century Mary Immaculate (fig. 34), representing a theological stance. The second one, of St. Bernard, is ascribed to Giuseppe Rusnati and dates back to the end of the 17th century. At St. Bernard’s feet there is an Angel with an episcopal mitre in his hand, referring to the Saint’s refusal to become a Bishop and also alluding to the disputed right of the Saint Ambrosian Abbot to wear episcopal vestments in the Basilica. The Saint holds a book with an inscription on it whose meaning, in line with that of the inscriptions on the portal tablets, proves the authenticity of the current positioning of the statue. (fig. 35). At the end of the staircase two big marble portals, dating 1983, take into the Zodiac Hall.

The Zodiac Hall

The room is located on the first floor and is like some sort of monumental passageway, an entrance hall, between Pious XI Hall and the corridors of the old monastery cells, today Cardinal Ferrari and Leo XIII rooms.

Its name comes from the fact that it was crossed diagonally by the Zodiac, a meridian solar line on the floor. Today, to witness its existence, there is only a Candoglia marble commemorative stone with the image of a Capricorn and the date 1756. On one side, a large Palladian window overlooks the Basilica of St. Ambrogio and the present Garibaldi Police Station, built where there used to be the 14th century Church of St. Francesco Grande. At the two ends of the room, there are two pairs of portals: the first one is on the side of the Grand Staircase, the second one leads into St. Pious XI Room (fig. 36).

On the first pair of portals, fitting into broken pediments, there are the busts of two well-known Cistercian monks, St. Robert of Molesme and St. Stephen Harding.

On the opposite side, on the portals at the entrance of Pious XI Room, there are the busts of St. Bernard and St. Ambrogio. The inscriptions on the portals, alluding to a path of knowledge and peace, aim to convey the idea that the Library is where Knowledge transcends its intellectual dimension to become the Science of God. This was not a place intended only for the monks, but for the whole city, as demonstrated by the arrangement of the rooms with access for the monks, whose cells were on the first floor, but also for the external world, thanks to the staircase connecting the Library to the Zodiac Hall. Two modern artworks complete the structure and the 16-17th centuries sculptural decorations: a sculpture of Pious XI by Giannino Castiglioni (1939) and the bust of Cardinal Ildefonso Schuster by Francesco Messina (1941-42). Pious XI’s statue was sculptured a few months after the Pope’s death and portrays him as a teacher sitting at his desk. It is a monument presenting everyday life, well fitting into this space, and it is especially relevant also for its unusual materials, black marble and Zantal alloy. Schuster’s bust by Messina is quite different. It is made of white marble; the Archbishop’s figure is slender and somehow stretched by his vestments, showing a verticality which underlines his spiritual vocation.

Pious XI Hall

The access to this room is through the Zodiac Hall. Today this space is one of the most important boardrooms of the University, (fig. 37) where graduation ceremonies took place. At the end of the 17th century, however, it was the site of the monastery library which, as mentioned already, was also open to the citizens. The original decorative structure and furniture of this room has disappeared. There is only some 20th century photographic evidence of how the vault had originally been frescoed. Today, the room is decorated by two works which really differ from one another.

A huge early 20th century Crucifix, which has been moved here in 1922 from the Aula Magna of the old University campus in Via Sant’Agnese. It was supposed to be part of the liturgical furniture of the Chapel. A monumental portrait of Pious XI, painted by Carlo Prada in 1922, in which the Pope is portrayed in the gardens of the Vatican Palaces. The link between the University and the Church, and the close relationships between Father Gemelli and Pious XI when he was simply known as Achille Ratti, Archbishop of Milan, account for the presence of the portrait and of the sculpture decorating the Zodiac Hall.

In depth

The inscriptions on the portals:

  • OCCUPABIT SALUS MUROS TUOS / ET PORTAS TUAS LAUDATIO ISA.S
    60 / ANNo DOMINI MDCXXXVIII
    “You shall call your walls Salvation and your doors Praise”, Isaiah, 60, 18
  • IN LAETITIA EGREDIEMINI / ET IN PACE DEDUCEMINI ISA 55 / ANNO DOMINI MDCLXXXV
    “You will go out in joy, and be led forth in peace” Isaiah, 55, 12

  • VIAM SAPIENTIAE MONSTRABO TIBI / DUCAM TE PER SEMITAS AEQUITATIS / ANNO DOMINI MDCLXXXIV
    “I have taught you in the way of Wisdom and have led you in the paths of Uprightness”, Proverbs, 4, 11

Among the subjects sculptures on the portal, there are some Cistercian fathers to remind that this place, before becoming a University, had been since 1487 a Cistercian monastery. The Cistercian order originated around the end of the 11th century, from the separation of a rigorist trend from the Cluniac Order. The founder was Robert of Molesme (1024 ca.-1111), who founded a new monastery in Citeaux (Cistercium) where all the old precepts were restored. But the diffusion of the order in Europe began with Bernard of Clairvaux (1090-1153), who joined the order in 1112. Bernard entered Citeaux Monastery itself and, in 1115, was also founder of the famous Abbey of Clairvaux. Stephen Harding (1059-1134) was an English monk, cofounder of the Cistercian order.

Fun fact

In the Zodiac Hall there is a XVII century marble washstand. This element can be explained not only by a physical need, but also by a symbolic meaning, representing the moment of purification necessary to be deserving of the knowledge represented by the Library (today’s Pious XI Hall).


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