Università Cattolica del Sacro Cuore

Alumni

Le testimonianze dei nostri corsisti
 

“Non è così semplice riassumere in poche righe le esperienze di questo anno di master, che è stato denso di stimoli sotto molteplici punti di vista. L’articolazione in moduli, alcuni molto ridotti, altri più estesi, ci ha dato la possibilità di entrare in contatto con diverse discipline e con diversi strumenti che ognuno di noi potrebbe far propri tanto nella relazione d’aiuto professionale, in ambito cooperativo nazionale e internazionale, quanto nella relazione quotidiana. L’obiettivo dei moduli, che si articolavano per lo più in due o tre lezioni ciascuno, non era quello dell’esaustività, bensì quello di stimolare la curiosità di noi corsisti, aprendo nuove prospettive o rimettendo in discussione prassi per alcune di noi, lavoratrici, già consolidate. La partecipazione richiesta non è stata solo quella ordinaria di chi va in classe a seguire una lezione frontale, al contrario molti docenti ci hanno coinvolto in laboratori durante i quali noi stesse eravamo le prime a doverci mettere in gioco, un passo necessario per sviluppare una buona professionalità “sul campo”. Il nostro gruppo ha accettato la sfida e ognuna di noi ha portato la parte di sé che si sentiva di portare, contribuendo a costruire quella che, alla fine dell’anno, era una squadra affiatata, capace di condividere e analizzare insieme le esperienze proposte dal corso di studi, come la visita al Gruppo Abele, quella alla Casa Circondariale di Bollate o il tirocinio all’estero svolto nell’ambito di un progetto di cooperazione (come scelto da qualcuna di noi). Il master offre quindi tanti stimoli e tante occasioni per ripensarsi professionalmente e non solo e  al corsista spetta la volontà di mettendosi in gioco: soprattutto da questo dipende la buona riuscita dell’anno dedicato a questo corso.” 
Martina Vitalone, Master in Relazioni di aiuto 2016/2017


“Se penso a questo master la prima parola che mi viene in mente è ricerca, la seconda invece è un concetto: mettersi in gioco. Ricerca perché in questo percorso sta a te ricercare il meglio per il tuo futuro e metterti in gioco in prima persona per capire come poterlo mettere in pratica. Nessuno ti indicherà quale strada prendere, nessuno ti confezionerà le risposte alle domande che porrai, ma starà a te e solamente a te capire quale sia il sentiero migliore. Ti bombarderanno di stimoli, ti mostreranno tantissime realtà e ti accompagneranno per mano, ma starà a te non guardare da lontano, ma riuscire a cogliere quello che ti potrebbe servire. Alla fine di questo master forse ho più domande di quando sono partita, ma sento di avere anche qualcuno a cui porle.”
Lavinia De Angelis, Master in Relazioni di aiuto 2016/2017


“Dopo la laurea in scienze politiche internazionali e un’esperienza in Sud America ho intuito che mi interessava il ramo della cooperazione soprattutto in ambito educativo, ma mi interessava entrare in questo mondo attraverso una formazione in più, che andasse a supplire la mia mancanza di competenze relative al rapporto diretto con gli utenti e anche nell’ambito della progettazione. Inoltre avevo un mio personale desiderio, quello di mettere a frutto in ambiti nuovi la mia esperienza da atleta professionista e da allenatrice, avendo scoperto nel corso del tempo le potenzialità educative dello sport. Il master nel suo format, senza esami e con lezioni partecipative più che frontali, mi ha lasciata libera dalla competizione e dallo studio volto ad un esito di voto bensì è diventato un appuntamento imprescindibile nel mio fine settimana in cui accogliere spunti da sviluppare e personalizzare nel mio ambito durante la settimana. Durante le lezioni ho potuto partecipare e appassionarmi a materie nuove, cercando di creare collegamenti con la mia esperienza quotidiana e sviluppando un mio personale progetto da mettere in pratica durante l’estate nelle baraccopoli del Kenya. Inoltre ho potuto entrare in contatto con una realtà che anche in Italia opera nell’ambito dello sport come strumento educativo, con la quale ho iniziato uno stage in ambito di progettazione. Per riassumere posso dire che nella mia personale esperienza il master è stato un incredibile strumento per ampliare la mia conoscenza, aprire nuovi orizzonti incontrando realtà che prima non sapevo nemmeno che esistessero e mettermi alla prova in esperienze lontane dalla mia quotidianità ma che si sono rivelate utilissime nel migliorarmi anche negli ambiti che mi sono più usuali.”
Lara Tagliabue, Master in Relazioni di aiuto 2016/2017


“Ho iniziato il master con estrema curiosità e voglia di scoprire cosa mi avrebbe riservato questo percorso che fin dall’inizio si presentava come “particolare”. Particolare perché non è prevista una didattica classica, con libri da studiare ed esami, ma si tratta piuttosto di un percorso che tocca nel profondo chi vi partecipa. L’aspettativa iniziale era quella di conoscere meglio me stessa, perché ho sempre creduto che, per riuscire a lavorare in modo costruttivo nel campo del sociale, fondamentale fosse conoscere i propri limiti, le proprie potenzialità e il proprio modo di relazionarsi con il mondo. E devo dire che la mia aspettativa è stata completamente soddisfatta. Attraverso tutti i moduli previsti si arriva infatti a prendere sempre più consapevolezza di se stessi, avendo l’occasione di soffermarsi a riflettere su tematiche che nella frenesia della quotidianità difficilmente si affrontano. Spesso ho sentito la difficoltà di questo percorso, ma la presenza dei docenti e delle compagne di corso, che alla fine si sono rivelate compagne di vita, mi hanno aiutata ad arrivare fino in fondo. Nel lavoro che faccio sento molto i risultati del cammino intrapreso con il master, perché ho imparato molto su quali siano i miei limiti e quali invece le mie risorse e questo mi aiuta ad affrontare quello che faccio con uno spirito nuovo. L’unione degli aspetti teorici con quelli pratici è un fattore che dà un valore in più a questo master. Sono infatti previste esperienze pratiche nei diversi settori del sociale e ciò è utile per capire quali siano gli ambiti per cui si è più portati e quelli per cui lo si è meno. Consiglio questo master a chi ha voglia di mettersi in gioco e di scoprire quanto immenso e affascinante possa essere il mondo della cooperazione.”
Debora Bressi, Master in Relazioni di aiuto 2016/2017


“Nuove lenti per una profonda visione e nuove scarpe per percorsi inesplorati.
La grande ricchezza di questo percorso formativo è stata la sua aspecificità teorica e la forte connotazione
esperienziale. Ho avuto la possibilità di entrare in contatto con figure professionali differenti tra loro, le quali mi hanno permesso di avvicinarmi a tematiche a me non sempre affini, sperimentandomi all’interno di un ambientesicuro e ricco di stimoli. Altro punto di forza è l'essere aperto a studenti provenienti dai più disparati percorsi di studi, permettendo la formazione di un gruppo classe variegato e facilitando la comprensione e l’integrazione di opinioni differenti, fattore indispensabile soprattutto per il lavoro in cooperazione e nei contesti internazionali. Questo Master permette di intraprendere un percorso in se stessi: non da' le risposte bensì gli strumenti per trovarle, offre la possibilità di mettersi in gioco concretamente, di arricchire la propria visione della realtà al fine di trovare il proprio personale percorso”
Noemi Sirtori - a.a. 2014/2015, Master in Relazioni di aiuto, 2014/2015


 “L’esperienza del Master mi ha permesso prima di tutto di crescere interiormente e di lavorare su me stessa. Durante questo “percorso” sono entrata in contatto con esperienze e personalità che hanno arricchito e trasformato il mio modo di guardare al mondo. L’equilibrio perfetto tra lezioni teoriche e laboratori pratici mi ha permesso di ricevere continui stimoli e suggestioni per ampliare le mie conoscenze e per crearne di nuove, là dove gli argomenti trattati toccavano orizzonti più lontani. Moltissime, anche, sono state le opportunità da cogliere ed è stata poi la scelta personale che mi ha indirizzato verso la Colombia. Il continuo confronto, il coraggio, la preparazione e la disponibilità dei professionisti che sono intervenuti mi ha incoraggiata e mi ha dato l’energia per investire su una scelta professionale precisa. “Avere dentro di sé lo spazio per l’altro”: questo è il grande insegnamento che non dimenticherò mai.”
Francesca Maffioli, Master in Relazioni di aiuto, 2012/2013


“L’ esperienza è stata alquanto proficua proprio perché ha spaziato su diversi ambiti, consentendo di affrontare varie tematiche in modo non eccessivamente specifico. Si sono proposti vari argomenti, vari tagli di lettura e punti di vista, stimolando contestualmente l’ autonomia e la voglia di approfondire quei temi che ciascuno può ritenere maggiormente interessanti. Almeno, questo è successo a me. Punterei molto sulla valorizzazione dell’ autonomia e dell’ indipendenza perché, oltre ad essere uno stimolo a livello personale, è un elemento indispensabile nel contesto di lavoro ed è dunque una qualità da sviluppare: la possibilità di poter mettersi in gioco. Le uscite sul territorio, i contatti creati, i dibattiti anche con persone / operatori che hanno un punto di vista diverso dal tuo (mi viene in mente l’ esperienza di Torino) sono stati momenti di confronto che spesso in un luogo di lavoro non sono possibili. In generale, ho apprezzato il fatto che , a differenza dei corsi di approfondimenti che svolgo in ambito occupazionale, molto specifici e “verticali”, il Master ha consentito di “leggere” quelle questioni che tutti i giorni trattiamo da un punto di vista più esterno ed analitico, fornendo acuti strumenti di lettura che, quando si è avviluppati nella problematica, invece non si colgono o, più semplicemente, dei quali non si dispone, ad esempio i laboratori di Lenzi, Mazzuccato e Gnocchi. Parallelamente, il tipo di approccio “orizzontale”, democraticamente partecipato e nel quale ciascuno può proporre proprie idee (forse è questa la difficoltà?) cerca di attivare le risorse e le esperienze di ognuno. Penso sia proprio questa la forza e l’ originalità del percorso di Master.”
Daniele Pullano, Master in Relazioni di aiuto,  2011/2012


All'incontro pre-iscrizione mi venne detto che il master mi avrebbe dato ciò che io avrei voluto ricevere, frase che allora mi lasciò perplessa e suonò senza senso. Senso che capii solo quando ormai stavo iniziando a intravedere la fine del mio percorso di studi. In effetti è stato proprio così, il master mi ha dato occasioni, alcune che io ho scelto di cogliere, più o meno consciamente, e altre che ho lasciato andare e in questo modo è stato il catalizzatore che ha favorito e stimolato il manifestarsi delle mie qualità e capacità. Credo poi che a livello didattico fornisca il giusto compromesso tra aspetto professionale e personale del lavoro del "cooperante" combinando lezioni più tecniche con incontri per lavorare su se stessi perché, altro prezioso insegnamento ricevuto, per lavorare nella cooperazione non bastano le competenze professionali ma è fondamentale anche conoscere bene i due attori che operano insieme: se stessi e l'altro."
Diana Agostini, Master in Relazioni di aiuto, 2010/2011


Mi sono iscritta al Master in Relazioni d’Aiuto nel 2008 dopo essermi laureata in Psicologia della Comunicazione e Sviluppo. Ho scelto questo master perché fortemente interessata ad avere strumenti concreti e nozioni di tipo esperienziale riguardo ai tipi di intervento che si possono effettuare in contesti di forte vulnerabilità. Quello che mi interessava del master, leggendo il programma, era la varietà di approcci con i quali si affrontava la stessa tematica di intervento e, cosa importantissima, la presenza costante di professionisti esterni al mondo accademico tradizionale che venissero a condividere le loro esperienze e il loro modo di lavorare. Effettivamente, le aspettative che avevo si sono realizzate. Ogni modulo del master mi ha lasciato nozioni di strumenti concreti da poter utilizzare in diversi contesti. Si tratta di stimoli flessibili, spendibili nella post emergenza nazionale e internazionale davvero utili. Valuto ora, dopo quasi quattro anni dal termine dell’esperienza, molto positiva l’organizzazione e il tipo di interventi; sono serviti per aprirmi nuovi orizzonti professionali e personali, permettendomi di conoscere realtà lavorative alle quali, in altro modo, non avrei potuto accedervi. I contatti istaurati con i compagni del master e con alcuni dei professionisti che sono intervenuti nel processo formativo, tutt’ora continuano e sono continua fonte di scambio e stimolo. Quel che più mi è servito è comprendere l’importanza del lavoro in rete, delle connessioni, dell’essere proattivi e aperti al nuovo e a nuove proposte. Gli stimoli che mi sono portata a casa dal Master continuano a servirmi nel mio lavoro qui in Argentina.”
Martina De Marco, Master in Relazioni di aiuto, 2008/2009